BREAKING NEWS · DA CAPO VERDE

L’ISOLA DEI BAMBÙ

“L’Isola dei Bambù” è una canzone nata dalle esperienze di alcune donne che, rifiutate dalla società e dai mariti, hanno scelto un’altra vita, un’altra via.

Ecco un’intervista ad Agata, Anna e Annalisa. Sono attualmente a Capo Verde e ci hanno concesso l’intervista.

HS: Grazie di essere qui, veramente. Ci potete raccontare come è partita la vostra scelta di cambiare vita?

Agata: Sì, certo. Ho 51 anni. Un ex marito e un ex fidanzato. Purtroppo il mio lavoro non mi ha dato molto spazio per il divertimento e l’amore è stato duro con me. Prima mio marito, che era un puttaniere. Diceva che era sempre senza soldi ma spendeva tutto nei bar a fare il coglione con gli amici e a puttane. L’ultimo fidanzato pensavo fosse quello giusto, dopo 2 anni di convivenza ha scelto una donna filippina delle pulizie e un giorno l’ho trovato sopra di lei con lei bendata. Mi è crollato il mondo addosso. Non avevo più voglia di vivere.

HS: E poi cosa è successo, come ne sei uscita?

Agata: La mia amica Anna, qui presente, mi disse: “Andiamo a fare una vacanza a Capo Verde. Fanculo a tutto, un mese.” E così è stato. Sono rinata.

HS: È così, Anna?

Anna: Sì, certo. Ho 53 anni. Io arrivavo da una situazione simile alla sua, ma anche peggio. Mi avevano licenziato. Facevo la cassiera al MD e il mio capo mi disse che eravamo in esubero. Per rimanere avrei dovuto soddisfarlo nel magazzino quando voleva lui. Uno schifo assoluto. Ho detto no e mi hanno licenziata. Ero disperata. Il mio compagno mi aveva mollata per una di 25 anni, così, su due piedi, lasciandomi piena di debiti. Grazie all’amica Annalisa, che è qui, ho scoperto Capo Verde.

HS: Così Annalisa è stata il motore per Capo Verde?

Annalisa: Sì. Grazie dell’intervista. Sì, stiamo da Dio qui. Aria buona, cibo eccellente e compagnia. Tanta compagnia, tanto affetto.

HS: Cosa intendete per compagnia e affetto?

Annalisa: Qui i ragazzi sono affettuosi e premurosi. Non ci lasciano mai, giorno e notte, e sono pronti ad aiutarci sempre, mica come quegli stronzi di compagni italiani. Vero, ragazze?

Agata: Sì, certo, non c’è paragone. Mi sento amata ed è come ritornare ragazza, senza impegni che ti passano sulla testa: lavoro, marito, lavare le mutande del marito, fargli da mangiare, scappare a timbrare il cartellino e...

Anna: ...scusa se intervengo, soprattutto anche la società in cui vivevamo. Ipocrita. Gente come i vicini di casa che ti salutavano e ti sparlavano dietro.

Annalisa: Sì, vero. Anche sul lavoro tutti sapevano che eravamo cornute e dicevano: “Vedrai, passa tutto, non ti preoccupare, le cose andranno meglio...”

HS: Frasi di circostanza, immagino...

Agata: Sì, è un sudiciume. A moltissima gente non frega nulla di come sei e come stai. Importante è far pensare che ci sei come vicinanza, ma poi sono i primi a sparlare dietro.

HS: Da quanto tempo siete qui?

Anna: Da un anno e mezzo.

HS: Non avete intenzione di tornare?

Agata: Ma siamo matte, non ci penso nemmeno. Abbiamo venduto le nostre case, abbiamo la pensione e siamo a posto qui per sempre.

HS: Ma i parenti? I figli?

Anna: Ormai i figli sono grandicelli e sono autonomi, per fortuna. I parenti?

(Agata ride)

Agata: A parte i fratelli, gli altri possono andare a fare in culo, vero?

Anna: Come no. Brutta gente, i parenti allargati.

HS: Grazie per l’intervista, ragazze... Ci sentiamo presto e viva l’isola dei bambù!